Giovanni Bertanza
Il mio vero amore ? il nuovo comprendere
(Heinz Kohut)
 

LA RELAZIONE NEL PROCESSO PSICOTERAPICO

 Una ricerca in compagnia di Freud, Jung,  Ferenczi

 Ringraziamenti

a Marialuisa , mia consorte , per un fattivo contributo ad una piu’ che trentennale societa’ di mutuo soccorso e per l’aiuto fornito nella ricerca ad Eleonora Maria Tabita , mia figlia che cresce con “serieta’ di intenti” ai miei nipoti Niccolo’, andrea, Beatrice, Elisabetta che crescendo hanno offerto spazi di vivacita’e di autenticita’

 Finalita’ dell’opera e una doverosa  premessa

Ho iniziato la mia ricerca sulla relazione fra il terapeuta e il suo cliente e viceversa piu’ di trentenni fa .Da quando ho preso la decisione di voler praticare la psicoterapia come progetto professionale. Nei parole dei terapeuti che mi formavano il cliente – chiamato con orgoglio paziente- Era cosi’ irraggiungibile ed astratto da muovere in me il desiderio di una ricerca personale , era un enigma che dovevo risolvere io, nonostante la frequentazione di scuole o seminari. Il testo che segue è la prima parte di questa ricerca , che ho deciso di condividere con altri , nella speranza che possa contribuire a sciogliere l’enigma .

Mi appariva chiara la concezione di processo e che dunque l’uno forniva inputs all’all’altro, l’uno influenzasse l’altro e che queste pensieri avessero attraversato nella prassi clinica alcuni grandi pionieri.Erano si’ i padri fondatori ma avevano avuto prima di me il problema di cosa fare con il cliente/paziente davanti. L’altra questione era per impostazione di vita personale che non occorreva essere freudiani, junghiani etc. ma imparare da Freud, Jung , Ferenczi. Tutti i libri citati sono stati letti ai fini della ricerca La gioa dell’ opera espertamente compiuta “ questa frase di Russel mi èstata da guida La tensione al miglioramento continuo mi ha permesso una ricerca non scolastica e non dogmatica

 

 

 

Segnala la paginaStampa la pagina